Beni storici – artistici

Ritratto di Francesco IV d’Austria d’Este

A cura di

Federica Fanti

Il dipinto, eseguito da un giovane Adeodato Malatesta nel turbolento 1831, sancisce la fine dei contrasti sorti tra il Duca e il pittore. In quell’anno Francesco IV fu chiamato a reprimere l’insurrezione progettata da Enrico Misley e Ciro Menotti, vicenda che ancora oggi mostra lati oscuri, essendo forse lo stesso Duca complice o comunque acquiescente. Adeodato fu sospettato di avere rapporti di amicizia e stima verso alcuni liberali vicini a Menotti, tale dubbio indusse Francesco IV a revocargli la pensione di studio che lo aveva condotto prima a Firenze e poi a Roma, città che fu costretto ad abbandonare dopo pochi mesi dal suo arrivo. Tornò quindi a Modena all’Accademia Atestina di Belle Arti e, grazie alla mediazione del direttore Giuseppe Pisani, ottenne nuovamente la stima del Duca per cui dipinse questo ritratto.

La medesima immagine del Duca sarà riproposta nel ritratto eseguito nel 1837 circa e conservato presso la Galleria Estense di Modena (inv. n. 6974) in cui trovano spazio anche i simboli del potere e la ricca ambientazione.

Il Duca è rappresentato di tre quarti rivolto verso destra mentre il suo sguardo tagliente è orientato a sinistra, la mano destra poggia sul bastone del comando e il braccio sinistro è piegato sul fianco. Il viso è rivolto alla luce ed è caratterizzato dalla durezza dello sguardo, le labbra sono carnose e sul volto si nota un leggerissimo velo di barba, mentre i capelli sono pettinati “alla Cesare”. Il sapiente gioco di luci e la delicata modulazione del chiaroscuro danno l’impressione che il Duca abbia intorno a sé un’aura tenue e diffusa che lo fa emergere dal fondo scuro. Il Duca diviene così una figura suggestiva ed evocativa: questa impressione è ottenuta attraverso l’unione di diversi elementi come la predominanza del rosso dell’abito in contrasto con lo sfondo, le pieghe del manto bianco sottolineate dalla luce, i bagliori dorati della catena con il Toson d’Oro, i rapidi tocchi di pennello che delineano il pizzo e gli stemmi sul petto. 

A sottolineare il momento storico in cui è stato realizzato questo ritratto, sul bordo del manto bianco che il Duca porta sulla spalla sinistra è inserita la scritta in borgognone antico “je l’ay emprins” e cioè “io ho osato farlo”, il quale era il motto del duca Carlo il Temerario e che in questo ritratto si riferisce alla dura politica di repressione condotta da Francesco IV.

Ubicazione

Museo Civico d’Arte, Modena

Oggetto

Dipinto

Datazione

1831

Tecnica e dimensioni

Olio su tela, 77 x 105

Autore

Adeodato Malatesta

Crediti

Di Adeodato Malatesta - http://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=180780, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=79018606