Il Palazzo Ducale di Pavullo fu fatto costruire dal Duca Francesco IV (1815-1846) come residenza estiva, scegliendo la località di montagna più facilmente raggiungibile da Modena grazie alla via Giardini, già realizzata nella seconda metà del ‘700. La prima pietra fu posta il 1° novembre 1830 in una fastosa cerimonia, documentata da medaglie e monete collocate nelle fondazioni a testimonianza del periodo storico e del Duca regnante.
La progettazione dell’edificio, affidata all’ingegnere, matematico e professore dei Cadetti Pionieri Sante Cavani, seguì i canoni neoclassici con un preciso impianto simmetrico. La costruzione a tre piani, dalle linee semplici ed eleganti, proseguì con varie interruzioni fino al 1844 circa: inizialmente diretta dal Capitano Ing. Sigismondo Ferrari, i lavori furono sospesi nel 1835 per riprendere nel 1838 sotto la guida del Cap. Ing. Armodio Cavedoni.
Il Palazzo era organizzato con il piano sotterraneo dedicato alle cantine, il piano terra ai servizi e alle cucine, il piano nobile, comunicante con il Parco attraverso un pontile sul retro, destinato alla residenza della famiglia reale, e il secondo piano per le stanze della servitù. Particolare attenzione fu data anche agli elementi di arredo esterni, come lo scalone a doppia rampa ellittica di accesso dalla via Giardini e le recinzioni modulate su piastroni tondi di varie dimensioni, dai più piccoli della Fontanina e del Palazzo dei Cacciatori fino a quelli principali d’ingresso al Parco.
Dopo la fine del Ducato di Modena nel 1859, il Palazzo divenne proprietà dello Stato e fu destinato a diversi usi. Oggi ospita il Servizio Cultura, Sport e Tempo Libero del Comune di Pavullo, le Gallerie Civiche (Galleria Contemporanea e Galleria Francesco IV d’Austria – Este), la Fabbrica delle Arti e la Biblioteca Comunale “G. Santini”.
La storia del Giardino Ducale di Pavullo
Il Giardino Ducale, pensato come naturale completamento del Palazzo, risale alla prima metà dell’Ottocento. In quell’epoca, l’architettura era dominata dallo stile neoclassico, mentre in campo naturalistico prevaleva la concezione del giardino romantico, o “all’inglese”, caratterizzato da percorsi sinuosi, vegetazione libera e armoniosa integrazione con il paesaggio circostante.
I parchi venivano progettati con grande attenzione sia al disegno complessivo sia alla scelta delle essenze vegetali, sebbene per il giardino di Pavullo non siano stati finora rinvenuti documenti progettuali dettagliati. La realizzazione fu affidata all’ingegnere tedesco Carlo Huller, arrivato appositamente dall’Austria per l’incarico, che iniziò i lavori nel 1842. Huller era già noto per aver ridisegnato i giardini di Modena, trasformandoli dallo stile italiano a quello all’inglese, secondo la moda del tempo.
Il giardino si differenzia dai tradizionali giardini all’italiana rinascimentali, caratterizzati da geometrie rigorose, aiuole fiorite, labirinti di siepi e viali rettilinei con pergolati, fontane e statue. Qui, invece, la vegetazione segue la morfologia naturale del terreno, con viali e sentieri armonizzati al paesaggio, tipico del giardino paesistico del Settecento e dell’Ottocento.
La tipologia botanica originaria era più varia rispetto a quella attuale: alcune specie autoctone provenivano dai vivai del Castello della famiglia Lollini, le cui proprietà si estendevano a nord-est del parco prima che Francesco IV le acquistasse. Il giardino ospita un’ampia varietà di essenze arboree e arbustive locali e alcune piante esotiche, mentre non sono presenti alberi da frutto. Attraversando il parco è possibile osservare querceti, boschi di aghifoglie e di latifoglie con prevalenza di aceri, frassini e cerri, siepi e muretti. Nelle zone più elevate affiora il sostrato roccioso, e le pietre utilizzate per la costruzione del Palazzo furono ricavate proprio da cave interne o adiacenti al parco.
Il Giardino Ducale è un luogo storico profondamente radicato nella memoria dei pavullesi: preziosa risorsa ambientale e importante bene culturale, testimone dello sviluppo urbano e sociale di Pavullo.
Le Gallerie Civiche
Le Gallerie Civiche, ospitate nel Palazzo Ducale, sono centri di arte e cultura gestiti dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pavullo.
Galleria d’Arte Contemporanea
Attiva dagli anni ’80, promuove mostre di rilievo nazionale e progetti espositivi che coinvolgono artisti locali e nazionali. La Galleria è anche spazio d’incontro tra arte visiva, musica e danza, ospitando eventi musicali, performance coreutiche, laboratori e workshop. Tra le rassegne più significative si ricorda Lionello Venturi e l’avanguardia italiana, con opere di artisti come Afro, Renato Birolli, Bruno Cassinari, Felice Casorati, Piero Dorazio, Carlo Levi, Giacomo Manzù, Arturo Martini, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Achille Perilli, Enrico Prampolini, Toti Scialoja, Giulio Turcato ed Emilio Vedova.
Dal 1998 al 2000 la gestione fu affidata all’Associazione Botteghe d’Arte del Frignano, con mostre monografiche e collettive di numerosi artisti e fotografi. Dal 2001, la gestione è tornata all’Assessorato alla Cultura, con la direzione di Paolo Donini fino al 2019 e, dal 2020, della Dott.ssa Simona Negrini.
Galleria “Francesco IV d’Austria – Este”
Spazio multidisciplinare di oltre 200 metri quadrati, ospita mostre temporanee, rassegne concertistiche, seminari, convegni ed eventi di promozione alla lettura. Il nome rende omaggio a Francesco IV, che trasformò Pavullo in centro amministrativo e culturale del Frignano, realizzando il Palazzo Ducale e il parco circostante. La Galleria valorizza il patrimonio storico e creativo del territorio e accoglie progetti espositivi in collaborazione con artisti, curatori, associazioni e istituzioni culturali.
Le Gallerie Civiche rappresentano oggi un punto di riferimento per la vita culturale di Pavullo, promuovendo la conoscenza e la fruizione dell’arte in tutte le sue forme.











